Il nostro colore è il nostro dolore

… Il nostro colore è il nostro dolore

Ogni uno di noi quando passeggia si meraviglia dei diversi colori dei fiori, delle piante e prova piacere ad osservare i mille colori della natura che, come un mosaico, danno vita ai nostri occhi.
Quando però si tratta del colore della pelle, dei capelli, ecc., il piacere che si prova non è esattamente lo stesso, anzi si arriva a provare fastidio e disturbo.
La storia che Vi racconto è la storia di un gruppo di ragazzi di varie etnie, italiana, albanese, ladina, araba, pakistana, sinta e altre; i ragazzi condividono e credono in una grande cosa che è l’amicizia e il “Zusammenleben”.

Questo gruppo di ragazzi, circa una cinquantina in tutto tra i 14 e i 18 anni, frequenta quotidianamente una struttura comunale gestita dal VKE a Bolzano; in una giornata i ragazzi giocano, chiacchierano e si divertono tra di loro, il gruppo sembra un vero e proprio mosaico, i cui colori sotto i raggi del sole, vengono riflessi e brillano in ogni angolo del parco in cui si trovano. I colori di questo mosaico purtroppo non sono graditi da alcune persone che vivono nella zona.

Ogni giorno alcune mamme di bambini che frequentano la struttura comunale vengono da me in qualità di mediatore interculturale della struttura a lamentarsi del chiasso e del disordine causato, secondo loro, da questo gruppo di ragazzi.
Io cerco di capire il perché di un atteggiamento così negativo nei confronti del “mosaico”.
Decido quindi di parlare con tutte le mamme per vedere cosa ne pensa la maggioranza e soprattutto cosa pensano di questo gruppo di ragazzi di diverse etnie che si trovano nel parco. In seguito a vari colloqui deduco che alcune mamme non tollerano la presenza di questo “mosaico”, dell’atteggiamento dei ragazzi che secondo queste mamme altro non sono che spacciatori di droga e malviventi.
Nello stesso periodo escono sul giornale locale degli articoli che descrivono questo gruppo e il fastidio che da ai residenti della zona.
Un giorno i ragazzi mi chiamano e mi raccontano che sono maltrattati dalla polizia, che sono trattati in modo incivile, davanti a tutte le persone che frequentano il parco. Io e la mia collega siamo spaventati in quanto non ci aspettiamo questo atteggiamento da parte delle forze dell’ ordine.

Un colore del Mosaico ci racconta :
Oggi Venerdì ….. …… ….. alle ore 11:45 circa, io sottoscritto xxxxxxxx ho subito l’ennesima perquisizione da parte della forza dell’ordine, all’interno del parco. La perquisizione è stato eseguita soltanto a me pur trovandosi con due amici e mio fratello, ma non è questo il problema, il punto è che è stata fatta davanti a mio fratello che ha 11 anni e questo mi ha dato molto fastidio. Sono per lui il secondo papa e quindi dopo questa perquisizione, accusandomi a voce alta di fare uso di sostanza stupefacente davanti ad altre mamme che frequentano il Parco.

I ragazzi continuano a raccontare che, si sentono a disagio, vengono controllati pesantemente almeno una decina di volte al giorno. I ragazzi non sono contrari alla presenza della polizia nel parco, anzi si sentono più sicuri se la polizia periodicamente passa di là. Il problema è l’atteggiamento della polizia nei confronti di alcuni di loro, cioè quelli non italiani, di fronte a tutti quelli che frequentano il parco.
I ragazzi non sanno dove andare, non sono visti bene dai centri giovanili della città e vengono qui perché vedono me come uno di loro, in quanto straniero, e ritengono la mia collega una persona aperta.

Prima di terminare il racconto desidero raccontare come viene percepita la polizia nel mio paese, il Marocco. In questo paese ci sono tre tipi di polizia, in questa sede mi sembra opportuno descrivere il ruolo di almeno due di essi.

La polizia municipale si chiama “MARDA”, parola di origine francese, che deriva dalla parola “Merde”. Il “marda” è una persona che non sa nè leggere nè scrivere, ma sa usare bene il manganello ed esegue gli ordini che vengono dall’autorità cittadina. “Marda” ha un grande potere perché è protetto sia dalla divisa che ha il colore della sabbia che dal sindaco. I “marda” vanno in giro per il mercato per raccogliere la tassa per il comune e per mantenere l’ordine….. ma di che ordine si tratta??? Nel caso in cui un commerciante non paga detta tassa, viene derubato di tutti i suoi prodotti da parte del “marda”.

La polizia stradale si chiama “BULISE”, il cui ruolo sarebbe quello di proteggere il cittadino facendo rispettare la legge. La società marocchina purtroppo non percepisce questo ruolo e vede i poliziotti solamente come coloro che fanno del male al cittadino e portano le persone in prigione. Dove ci sono i poliziotti ci deve essere qualcosa di brutto di cui aver paura, basti pensare che la testimonianza di un singolo poliziotto vale quella di 11 persone…

In questo modo i poliziotti non hanno un rapporto diretto con il cittadino, anche se il cittadino in alcune situazioni avrebbe molto bisogno dell’assistenza da parte della forza dell’ordine, ma non osa chiamare per paura e per vergogna nei confronti del vicinato.
Questa breve descrizione del sistema marocchino vuole spiegare il rapporto che alcuni ragazzi immigrati, soprattutto del mondo arabo, hanno nei confronti della forza dell’ordine in Alto Adige; questa immagine impedisce loro di avere una relazione serena con la polizia, soprattutto di percepirla come un aiuto nei momenti di bisogno.

Tornando al gruppo di ragazzi, visto che le cose non miglioravano, la mia collega ed io pensiamo di mediare tra i poliziotti e i ragazzi. I ragazzi all’inizio non accettano di incontrare i poliziotti dicendo che non ne vale la pena … contemporaneamente arrivano due nuovi poliziotti di quartiere, colleghi di alcuni altri poliziotti che in passato avevano frequentato un corso di arabo con me; è chiaro che questa cosa ha facilitato la comunicazione tra la mia struttura e i poliziotti, ma i ragazzi non accettano ancora la mediazione. Un giorno decidiamo di organizzare una riunione con i ragazzi per parlare delle esperienze personali con la polizia discutendo il tema “Noi e Voi -Civili e Divise”. Alla fine si decide di fare una riunione con la presenza di due poliziotti. All’inizio l’incontro risulta molto difficile perché i ragazzi hanno tanto da dire e soprattutto sono offesi per come sono stati trattati dalla polizia; la polizia dice che arrivano delle lamentele dai residenti, che dicono che nel parco ci sono dei ragazzi immigrati che spacciano droga. Dopo oltre due ore di discussione si raggiunge finalmente un accordo. I ragazzi sono soddisfatti e i poliziotti pure. Una settimana dopo notiamo che le visite da parte dei poliziotti sono meno frequenti e quando vengono riescono finalmente a colloquiare tranquillamente con i ragazzi.

Il mosaico continua a trovarsi al solito posto vicino alla casetta del VKE, aveva bisogno solamente di qualcuno che lo ascoltasse e conoscesse prima di giudicarlo.

In seguito a questo ci sono stati altri incontri tra i ragazzi del gruppo e il comune, dai quali è nato un progetto di ristrutturazione di un angolo della casetta, punto di ritrovo per questi ragazzi e inaugurata dal sindaco di Bolzano.
Come risposta a questo i ragazzi con il consenso e l’aiuto infatti di alcune persone, hanno deciso di portare a termine questo progetto di ristrutturazione per rendere questo angolino della casetta un po` più accogliente. Sono partiti chiedendo una riunione con i responsabili del comune, della giardiniera, ecc esponendo il loro progetto. La reazione ottenuta alla fine di questa esposizione come ben vedete è stata molto positiva e ben accettata. Ci sono stati messi a disposizione infatti anche i soldi per l’acquisto del materiale necessario (bombolette,carta per levigare ecc.). E cosi cominciano i lavori.. dove levigando, trapanando, colorando si è arrivati al punto in cui ci trovano adesso: quindi alla costruzione della palizzata, levigazione dei tavoli e delle panche e alla creazione dei murale sulle due pareti dell’ angolino mettendo delle regole tradotte in Tedesco, Ladino, Italiano, Arabo, Albanese…

Schreibe einen Kommentar

Deine E-Mail-Adresse wird nicht veröffentlicht. Erforderliche Felder sind mit * markiert.